Contenuti
Death Studies & the end of Life
Interdisciplinarità e transdisciplinarità caratterizzano l'intero curriculum formativo, pur mantenendo una cogente unità di saperi, nel rispetto della centralità della persona. I contenuti vengono quindi declinati mantenendo presente la ricerca di senso che la vita assume dinanzi alla morte. Per questo motivo sono previsti momenti di incontro, confronto e discussione con specialisti che presentano la loro opera di ricerca e studio, ma sono garantite anche esperienze guidate negli spazi sociali in cui il tema della morte viene apertamente considerato.
Insegnamenti:
TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE MEDIATA DA COMPUTER . MOODLE PER FAD3
Presentazione della piattaforma Moodle che viene utilizzata per la didattica a distanza con metodologia FAD3. Elementi di psicologia della comunicazione mediata da computer. Apprendimento cooperativo per la progettazione a distanza.
GRAZIANO CECCHINATO - UNIVERSITÀ DI PADOVA
VIVERE IL MORIRE
Elaborazione in prima persona attraverso dinamica di gruppo dei vissuti personali relativi alla morte. La dinamica di gruppo riguarda il gruppo e le sue modalità di funzionamento. È un campo di applicazione molto importante della psicologia clinica che considera come tre o più individui si mettono in relazione tra loro e come gestiscono il loro rapporto e gli aspetti di socializzazione. In particolare in questo ambito si considera come l’interazione produca influenza tra i soggetti e come da questi derivino processi che costruiscono un’unità relazionale. In queste lezioni, gli aspetti di dinamica di gruppo sono utilizzati per l’elaborazione del pensiero di morte.
MARCO SAMBIN - UNIVERSITÀ DI PADOVA
PRINCIPI EDUCATIVI DELLA RELAZIONE CON IL PAZIENTE CHE MUORE
Il paziente morente, soprattutto se giovane, rappresenta un segno di fallimento per la scienza medica. Ma questo è vero solo in un modello di approccio al paziente di tipo biomedico. Da un punto di vista pedagogico il morente è semplicemente un paziente, degno come gli altri di ricevere educazione, che nel suo caso diventa accompagnamento ad una morte significativa. Il presente corso vuole tentare di offrire alcuni strumenti per definire il ruolo educativo del caregiver negli ultimi giorni di vita della persona malata.
NATASCIA BOBBO - UNIVERSITÀ DI PADOVA
AFFRONTARE LE TEMATICHE DEL DISTACCO
La morte è considerate da tanti punti di vista nella letteratura in tutto il mondo. In queste lezioni affrontiamo il tema della morte e del morire gestendo i temi della perdita di una persona amata, il suo significato religioso e filosofico, in particolare rispetto all’universo infantile. Queste lezioni sono una proposta di analisi e riflessione di testi scritti relativi al tema del distacco, della morte e del morire (funzione del dialogo per affrontare la rappresentazione della morte e della perdita).
DONATELLA LOMBELLO - UNIVERSITÀ DI PADOVA
STORIA DELLA TANATOLOGIA
L'insegnamento propone un approccio di storia culturale ai principali temi affrontati dalla ricerca tanatologica in età moderna e contemporanea (riti e pratiche funebri, cordoglio e lutto, la condizione del morente, l'eutanasia, la medicina e la fine della vita, le politiche mortuarie, le concezioni della morte e dell'aldilà, i luoghi dei morti, la morte e i mass media, eccetera); ed inoltre degli autori che hanno affrontato il tema a partire dal XX secolo.
MARINA SOZZI - UNIVERSITÀ DI TORINO
ANTROPOLOGIA CULTURALE DELLA TANATOLOGIA
In ambito antropologico e tanatologico, i ricercatori hanno descritto vari e interessanti fenomeni inerenti alla morte e al morire. Queste lezioni propongono una discussione sugli aspetti fondamentali che caratterizzano la ricerca antropologica culturale sulla morte. Descrizione e analisi di usi e costumi, con particolare attenzione ai territori del nord-est europeo.
AMADEO BOROS - UNIVERSITÀ DI PADOVA
ANTROPOLOGIA MEDICA DELLA MORTE
Negli anni recenti, il tema della morte ha ricevuto maggiore attenzione nei Paesi occidentali. Dopo molte generazioni di totale silenzio, la morte è ritornata ad essere argomento di discussione. Ma la ricerca non è diretta soltanto a questioni relazionate alla morte, al contrario vi è l’interesse verso gli aspetti della vita sociale e verso la diversa percezione della morte in diverse popolazioni del mondo, dall’Occidente all’Africa e al Sudamerica. Seguendo la via tracciata da Robert Hertz, Arnold van Gennep, Vincent Thomas, Sigmund Freud e altri, si cerca di costruire una nuova sintesi antropologica sui temi della morte e del lutto.
ANDREA DRUSINI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
DALL'ONCOLOGIA ALLA PALLIAZIONE
Analisi e discussione dell’esperienza multidimensionale della sofferenza nel paziente oncologico in fase avanzata, con particolare riferimento alle ancora limitate ricerche cliniche controllate e alla eziopatogenesi e terapia della “fatigue”, sintomo prevalente, ma ancora poco compreso. Il concetto di sofferenza è generalmente definito come la percezione individuale di rottura dell’equilibrio che sottende al benessere biologico e socio-psicologico. Nonostante la sua centralità nell’attività medica-assistenziale, disponiamo di poche ricerche dirette a enucleare la sofferenza intesa nella sua globalità, mentre più numerosi sono gli studi sulle singole cause, che forniscono una visione inevitabilmente più riduttiva. E’ stato persino sottolineato che la sofferenza intesa come esperienza del profondo sia fondamentalmente inaccessibile allo studio secondo il metodo scientifico. In ambito oncologico la sofferenza è stata rilevata come strettamente associata a sintomi fisici, anche se in alcune analisi questa correlazione appare meno forte. Infatti, non è sempre vero che dolore e sofferenza siano sinonimi o che convivano in egual misura nel paziente avanzato. Addirittura è dimostrato che, nonostante la maggior parte dei pazienti avanzati o pre-terminali vivano uno stato di sofferenza, altri non la percepiscono affatto. Gli studi controllati, pur considerando la rilevante problematica dell’adeguatezza dei metodi di rilevazione, evidenziano variabilità nelle cause della sofferenza.
GIUSEPPE AZZARELLO - OSPEDALE DI MIRANO
ELEMENTI DI MEDICINA DEL DOLORE
Il dolore e’ una spiacevole sensazione e un’esperienza emozionale associate con una condizione attuale e potenzialmente legata a un danno ai tessuti. Si tratta di una dimensione soggettiva che ogni individuo impara a gestire in base alla propria esperienza e ai vissuti, specialmente quelli precoci. Questa definizione evita di legare il concetto di dolore a quello di stimolo, perche’ il dolore viene considerato come un aspetto fortemente dipendente da fattori di carattere psicologico, che determina il rapporto mente-corpo. Si tratta dunque di un fenomeno multifattoriale che richiede di essere considerato nelle sue componenti ecologiche, neuropsico-fisiologiche, per permettere di definire i criteri tramite cui classificare lo stato dei diversi pazienti. Partiamo da questo assunto fondamentale per asserire che la terapia del dolore non puo’ limitarsi alla somministrazione di farmaci analgesici, ma al contrario richiede un intervento integrato, tra cui, come dimostrano le piu’ recenti (eppure collaudate da storica sperimentazione) ricerche, emerge per significatività l’ipnosi.
ENRICO FACCO - UNIVERSITÀ DI PADOVA
PSICOLOGIA DELLA RESILIENZA ED ELABORAZIONE DEL LUTTO
Il concetto di resilienza in psicologia riguarda la capacità positive di far fronte allo stress e alla catastrophe. Esso include anche l’abilità di ritornare a un equilibrio dopo una distruzione. Peraltro può essere utilizzato per indicare le capacità adattive del sistema rispetto alla possibilità di resistere ad eventi futuri negativi.
L’insegnamento introduce al problema della gestione delle relazioni familiari, quando queste sono state messe in difficoltà o sono in crisi per la notizia di una diagnosi o di una prognosi infausta. L’approccio utilizzato è quello che fa riferimento alla teoria della resilienza di Froma Walsh.
WILMA BINDA - UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO
ELEMENTI DI FILOSOFIA E SOCIOLOGIA DELLA RELIGIONE
La fede non è solo un’istanza del cuore ma anche della mente. Infatti, specialmente in Occidente, essa ha conquistato un importante spazio nel pensiero razionale. Conoscere questo aspetto fondamentale delle principali religioni storiche occidentali è molto importante per comprendere gli aspetti culturali di fondo che caratterizzano le rappresentazioni della morte. Il termine «Religione» deriva dal latino «religare», ovvero «legare». Da un punto di vista antropologico è possibile osservare che l’uomo inevitabilmente si lega ad alcune sorgenti di senso o di valore a cui chiede di conferire significato ed ordine al vivere. Il Modulo offre una serie di chiavi di lettura per distinguere la dinamica antropologica del «legarsi» dai differenti «legami» che qualificano gli orientamenti personali (in termini confessionali e/o valoriali), sempre tenendo presente la prospettiva del confronto con il problema (o il mistero) della morte. All’interno di questo fenomeno, si analizzeranno le trasformazioni nell’immaginario e nelle pratiche relativamente alla morte e al morire, con riferimento anche alle diverse culture e religioni presenti, e alcune conseguenze di questi processi in ambito ospedaliero.
GIOVANNI GRANDI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
METODI E TECNICHE PER LA RICERCA QUALI-QUANTITATIVA ED ETNOGRAFICA SULLA MORTE E IL MORIRE
L’etnografia è un metodo di ricerca qualitative spesso usato nelle scienze sociali, in particolare in antropologia, in sociologia e in psicologia sociale/clinica. E’ spesso usato per raccogliere dati relativi ai gruppi umani e alle società. I dati sono raccolti attraverso la partecipazione attiva, l’intervista, questionati. Gli obiettivi etnografici descrivono dunque la natura di coloro che sono studiati (soggetti e usi). In queste lezioni viene presentato il metodo etnografico e il modo per elaborare statisticamente i dati testuali raccolti con intervenste e questionari. Queste lezioni propongono un'introduzione ai metodi dell'analisi statistica dei dati testuali e una panoramica sui software recenti disponibili.
ARJUNA TUZZI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
TERAPIA DI GRUPPO SU PAZIENTI E FAMILIARI
Le lezioni sono focalizzate sulle strategie relative all’efficacia dell’intervento di gruppo. Vengono considerati aspetti tecnici e presentati risultati di ricerche in cui è stato indagato il ruolo di specifiche variabili che intervengono nella modificazione dell’efficacia della terapia di gruppo. Una attenzione particolare viene offerta al metodo di lavoro di David Spiegel.
DAVID SPIEGEL - UNIVERSITY OF STANFORD
PSICOLOGIA DELLA RESPONSABILITÀ E DELLE RELAZIONI D'AIUTO
Per rendere evidente il senso della perdita, di cui la morte è solo uno degli aspetti, le lezioni si concentrano sull’importanza della dimensione relazionale nella costruzione dei significati che legano le persone le une alle altre. Uno specifico rilievo viene offerto ai temi della responsabilità e della colpa, che intervengono nelle dinamiche del lutto. L’insegnamento comprende un modulo all’interno del quale viene discusso il rapporto tra psicologia della responsabilità, autodeterminazione e le pratiche dell’amministrazione di sostegno.
ADRIANO ZAMPERINI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
NURSING ED ACCOMPAGNAMENTO ALLA MORTE
La lettura degli elementi componenti il processo e le dinamiche collegate al morire, alla morte e al lutto, permette al professionista dell'assistenza di valutare la capacità di fronteggiamento ed elaborazione che i soggetti implicati, individualmente e come gruppo strutturato, possiedono. Il nursing, quale disciplina che offre supporto in tale processo, ha spesso indagato la fenomenologia connessa al morire e al lutto e proposto modelli, metodi e strategie che permettono di tarare l'offerta di aiuto e supporto in rapporto alla specificità del caso. Il corso in oggetto discute criticamente potenzialità, indicazioni e limiti dei principali approcci messi a punto nel nursing in rapporto alla morte, al morire e al lutto.
RENZO ZANOTTI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
RIFLESSIONE E PRATICA BIOETICA
Alla luce dell'ispirazione cristiana e dei documenti della Chiesa Cattolica, si sviluppa la mission e l'approccio della Fondazione Lanza nell'ambito della Bioetica, in particolare delle questioni del morire e delle cure palliative. Viene analizzata l'esperienza dei Comitati Etici per la Pratica Clinica, a cui ha contribuito sostanzialmente la Fondazione Lanza, vedendone la loro possibilità e utilità sia teorica che pratica. L'attenzione al dibattito bioetico sul fine vita e sull'etica delle cure palliative riguarda in particolare la legislazione italiana e regionale, e il dibattito sugli aspetti etici, psicologici e legali delle dichiarazioni anticipate di trattamento.
RENZO PEGORARO - FONDAZIONE LANZA
PSICOLOGIA DEL CICLO DI VITA E COMPRENSIONE DELLA MORTE
La morte è il centro di molte tradizioni e organizzazioni, e configura tutte le visioni del mondo che danno senso alla vita. Molte di queste riguardano il rapporto tra vita e oltre-vita, nonché la disposizioni del corpo in funzione di queste rappresentazioni. Le modalità di rappresentare queto rapporto cambia però anche in funzione del ciclo di vita.
Le rappresentazioni della morte infatti non sono sempre uguali nel ciclo di vita degli individui. Cambiano a seconda dell’età e a seconda delle situazioni psicologico-relazionali vissute in determinati contesti. Un buon intervento di death education non può prescindere da queste competenze.
RENZO VIANELLO - UNIVERSITÀ DI PADOVA
PSICOLOGIA CULTURALE E PSICOTANATOLOGIA
La cultura occidentale contemporanea mostra un quasi complete disinteresse rispetto al tema della morte. Questo è vero non solo per la popolazione generale, ma include anche l’universo della ricerca scientifica e dell’intervento professionale. La sola ragione per cui è possibile comprendere questo diniego massivo è legato a fattori culturali che caratterizzano il pensiero occidentale che reprime questa area di riflessione.
Il corso considera gli aspetti simbolici della morte e come questi orientano le azioni della vita individuale e sociale, quotidiana e nella storia. Per un verso, vengono analizzati i processi di co-costruzione dei significati condivisi e i vissuti affettivo-emotivi che ad essi si collegano; per l’altro verso viene messa in evidenza la loro struttura logico-ontologica contraddittoria e il relativo legame con il dolore. Esperienze di role-playing e dinamica di gruppo vengono utilizzati per esemplificare gli aspetti teorici considerati.
INES TESTONI - UNIVERSITÀ DI PADOVA
LA MORTE NEL PENSIERO FILOSOFICO E TEOLOGICO
L’insegnamento presenta la discussione filosofica e razionale che nel Novecento ha caratterizzato la ricerca intorno al senso della morte e del morire. Viene preso in considerazione il pensiero dei maggiori filosofi e teologi che hanno caratterizzato questo periodo storico.
CARLO SCILIRONI - UNIVERSITA' DI PADOVA
L'ASSISTENZA PSICOLOGICA AL PAZIENTE E AI SUOI FAMILIARI NELLA MALATTIA TERMINALE
Nell’intervento si illustrerà la seguente tesi: ogni modalità di elaborazione del lutto per la propria morte o per la morte dell’altro si basa sulla possibilità di “limitare il potere della morte”. Il lutto invece si blocca, si distorce o diventa patologico tutte le volte che non si riesce a far sì che la morte “non vinca del tutto”. La tesi su esposta sarà dimostrata facendo riferimento alla casistica clinica relativa alle tre principali modalità di elaborazione del lutto:
1) lutto come “sostituzione” del legame spezzato (legame di attaccamento);
2) lutto come trasformazione dell’assenza esterna in presenza interna (legame di assimilazione);
3) lutto come “sostituirsi” a chi non c’è più per farlo continuare a vivere (legame di approssimazione).
Le tre modalità saranno esaminate in relazione alle concezioni dell’amore così come sono state sviluppate nel libro di Francesco Campione “Perpatire, Armando editore, 2006”, dato che superare un lutto significa “rivivere” dopo che si è spezzato un legame d’amore. Si affronterà naturalmente anche la condizione di crisi in cui può “gettare” la perdita di una persona amata allorchè non sia possibile “rivivere” restando all’interno del modo di amare che caratterizza la persona al momento del lutto. Sostenendo la necessità in tali casi di favorire un passaggio di crescita da un modo di essere e di amare ad un altro più maturo. Evidenziando in tal modo la presenza di una dimensione “educativa” dell’elaborazione del lutto.
FRANCESCO CAMPIONE - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
