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Capitolo Primo

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Fenomenologia del morire tra ragione e fede

Ragione e Fede di fronte alla morte

Sia la ragione che la fede hanno assunto di fronte alla morte due tipi di atteggiamento. La ragione ha considerato la morte: 1) o come un fatto naturale per l'uomo, inteso nel suo complesso, 2) oppure come un fatto che riguarda soltanto il corpo e non l'anima, la quale è invece immortale. Il primo atteggiamento è stato assunto da alcune filosofie (Aristotele, ogni forma di naturalismo) e da tutte le scienze, mentre il secondo è stato assunto da altre filosofie (Platone, Descartes, ogni forma di spiritual

Morire come passaggio

Nell’intervento si illustrerà la seguente tesi: ogni modalità di elaborazione del lutto per la propria morte o per la morte dell’altro si basa sulla possibilità di “ limitare il potere della morte”. Il lutto invece si blocca, si distorce o diventa patologico tutte le volte che non si riesce a far sì che la morte “ non vinca del tutto”. La tesi su esposta sarà dimostrata facendo riferimento alla casistica clinica relativa alle tre principali modalità di elaborazione del lutto: 1) lutto

Antropologia della morte

La morte, lo specchio e il doppio sono temi ampiamente trattati nella letteratura occidentale antica e moderna. Tuttavia, questi stessi temi arricchiscono resoconti antropologici ed etnologici che hanno profondamente influenzato la psichiatria e la psicanalisi soprattutto a partire dal secolo scorso. Basandosi su una ricerca sul campo compiuta presso i Tarahumara, una popolazione indigena del Messico settentrionale, questo lavoro vuole richiamare l’attenzione sulle analogie simboliche che esistono tra i c

Verità, Fede, Salvezza: Severino e Scola

Gustavo Bontadini è maestro di metafisica e una delle voci più originali nel panorama della filosofia contemporanea. Insegnava che l’“unità dell’esperienza”, ossia la totalità di ciò che è noto per sé, è l’imprescindibile punto di partenza del sapere. Guadagnava la tesi della “trascendenza” sfruttando il nucleo essenziale della “metafisica classica”: il pensiero dell’“essere” e del “non essere” e la formulazione del “principio di non contraddizione”. Emanuele Severin

La rimozione della morte e il senso cristiano del morire

La morte costituisce un fatto ed è insieme il più intimo e singolare dei vissuti umani. Ai due profili corrispondono due diversi modi di rapportarsi alla morte che corrispondono alle due figure della ragione e della fede, evocate dal titolo del convegno. In quanto costituisce un "fatto", la morte viene oggettivata, mentre, in quanto vissuto, la morte costituisce un profilo del vivere umano ed è indissociabile da esso, per cui il senso del morire già appartiene al senso del vivere. Se alla ragione appart

La natura umana tra Eros e Thanatos

Il problema della natura dell’uomo è quanto Freud non ha mai smesso di indagare, soprattutto dopo aver scoperto, con l’Inconscio, quella parte della psiche che in precedenza non era mai stata studiata nei suoi meccanismi, nel suo linguaggio, nelle sue conseguenze. Si è reso conto in tal modo che ciò che stava alla base di ogni sviluppo, sia biologico che psichico, era il principio di piacere (Lust) e dispiacere (Unlust). E anche quando negli anni venti ha scritto Al di là del principio di piacere,

Morte ed esperienza: vivere il morire

Chiamiamo campo esperienziale l’insieme di eventi che accadono. Possiamo quindi dire che l’esperienza degli uomini è popolata di accadimenti che abbiamo la tendenza a chiamare oggetti. Pertanto oggetto è un qualsiasi modo di organizzarsi del campo esperienziale che realizzi una emergenza, cioè che accumuli sufficiente energia per essere esperito...