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Capitolo Secondo

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Dalla medicina alla questione bioetica

Deumanizzazione: evidenze empiriche e ricadute sociali

La tendenza a deumanizzare gli altri, in particolare i gruppi estranei, è una costante nella storia dell’umanità (Lindqvist, 1998). Nel periodo repubblicano di Roma antica, Varrone definiva gli schiavi “instrumenti genus vocale” (De re rustica, Ι, 17, 1). Nel Mein Kampf, Hitler assimilava gli Ebrei ad animali diversi: polipi, iene, pidocchi. Gli psicologi sociali hanno fornito interessanti interpretazioni di questo fenomeno (vedi Bandura, 1999; Bar-Tal, 1990; Opotow, 1990). Comunque, le prime evi

La limitazione delle cure in terapia intensiva

L’evoluzione della medicina scientifica e delle biotecnologie ha permesso di migliorare la salute e salvare vite umane, ma ha dato origine a nuovi problemi e dilemmi etici. La disponibilità di trattamenti efficaci ma invasivi e la possibilità di sostenere le funzioni vitali può portare ad effetti collaterali e danni iatrogeni inaccettabili: essi possono trasformare la medicina in tortura, quando non sia accuratamente valutato il rapporto costi/benefici assieme al paziente, non solo intermini biologici,

Paura della morte e contesto culturale attuale

Il terrore della propria morte caratterizza l’esistenza umana e forse la possiamo ritenere la paura più antica e più umana: Freud (1917) ne parla come “terrore del nulla senza fine” e la indica come “le nevrosi ossessiva universale”. E’ un fatto che tutto ciò che vive è mortale, ma mentre gli animali e le piante subiscono inconsapevolmente tale condizione, l’uomo può anche conoscerla e pensarla. La consapevolezza della propria mortalità non è subito presente ma viene acquisi

Esperienza di consulenza bioetica nell’azienda ospedaliera

Dal 1996, prima in forma sperimentale e poi in maniera stabile, è attivo presso l’Az. Ospedaliera di Padova un Servizio di Bioetica, in convenzione con la Fondazione Lanza. Il Servizio che è in stretta relazione con il Servizio di Medicina Legale e con l’U.R.P., e ora con il Comitato Etico per la Pratica Clinica, svolge attività di formazione (corsi base, corsi avanzati, corsi speciali; con grande partecipazione e crescita importante di sensibilità e formazione in Bioetica Clinica) e consulenza in

Fare rete nella “ cultura del volontariato” di chi si occupa dell’accompagnamento di persone alla sera della vita.

Da diversi anni quando si parla di “rete” senza ulteriori precisazioni si intende la rete per eccellenza, ovvero internet, la rete delle reti, ma - contestualmente - cresce in diversi ambiti e settori l’appello a “fare rete” e creare sinergie, a livello sociale, anche tenendo conto dell’evoluzione dei sistemi di welfare e della necessità di allargare quanto più è possibile la base di chi può portare un contributo fattivo alle sempre più complesse e variegate esigenze delle persone. Vi è ch

L’analisi statistica dei dati testuali come strumento di ricerca in contesti di sofferenza

Nella ricerca sociale le metodologie di analisi dei dati testuali diventano necessarie soprattutto in contesti in cui risultano poco efficaci strumenti di rilevazione strutturati e standardizzati. Oltre al caso classico delle ricerche esplorative e preliminari, ci sono molte situazioni in cui il diario, l'intervista in profondità e, più in generale, il «documento scritto» permettono l'accesso a informazioni di difficile reperimento, come per esempio quelle relative ai temi delicati (dove si collocano le

La proporzionalità delle cure: orizzonte normativo dell’etica dell’accompagnamento

“L’esperienza personale, così come le inchieste e le discussioni sui media – denunciava S. Bok alla fine degli anni ’70, intervenendo nel dibattito molto sentito in quegli anni all’interno della tradizione di pensiero liberale nordamericana sulla legittimità di considerare il suicidio medicalmente assistito come un diritto fondamentale di libertà – hanno dato a molti nella nostra società più di una ragione per temere la prospettiva di una morte degradante, prolungata, dolorosa. Vi sono cre