Convegno 2010 ECCE HOMO
Ecce homo - but if this is a man: Humanization and dehumanization of dying in pain
ma se questo è un uomo
Umanizzazione e deumanizzazione nel dolore del morire
Direttore: Giuseppe Micheli
Direttori Scientifici: Dora Capozza, Ines Testoni
Relatori:
Giuseppe Azzarello, Paolo Benciolini, Giovanni Boria, Emanuele Castano, Marisa Cemin,
Amato De Monte, Rosanna Maria Della Corte, Peppino Englaro, Enrico Facco, Giampiero Giron
Amos Luzzatto, Maurizio Mascarin, Maurizio Mori, Ciro Nanetti, Elena Nave, Marco Sambin,
David Spiegel, Fabrizio Turoldo, Giuseppe Zago, Renzo Zanotti, Adriano Zamperini.
Con la partecipazione di Enrico Ghezzi
Tra le sofferenze più grandi c’è l’esperienza della morte, di tutto ciò che la precede in termini di malattia o accidente e di tutto ciò che la segue in quanto perdita e lutto. Conoscere quali fattori compongono questo specifico scenario del dolore e che cosa inconsciamente agisca rispetto allo strazio che l’incontro con la finitudine comporta può aiutare a trovarne la risoluzione, specialmente nelle pratiche di cura, di sostegno e di aiuto. Per rispondere a questo intento, il convegno prende in considerazione le strutture inconsapevoli degli universi che riguardano la gestione della fine della vita. Il primo appartiene al sempre più esteso territorio in cui il cambiamento di paradigma apportato dalle medical humanities promuove nuove espressioni della cura, che vanno dal prendere in carico il malato considerandolo come “persona” e non come “corpo malato” alla gestione del dolore della malattia inguaribile tramite la palliazione. Se questo ambito guadagna sempre più ampi campi di riflessione e applicazione concreta, molto meno conosciuto è la sua antitesi, lasciata implicita nel processo stesso di promozione delle pratiche umanizzanti. Ovvero nell’attenzione dedicata a questo fondamentale cambiamento in atto nella pratica medica si lascia spesso implicita la definizione di che cosa intendiamo per “de-umanizzante”. Come il più attuale dibattito bioetico dimostra, il problema riguarda il fatto che è proprio nel confine tra ciò che riteniamo essere la cura che rispetta la dignità della persona sofferente e ciò che invece è l’eccesso dato dalla volontà di negare la morte che si gioca il trapasso tra umanizzazione e de umanizzazione del mortente. Il filo rosso che unisce i due territori, apparentemente opposti, nasconde la possibile dissonanza che il loro rapporto latente implica e che il convegno intende rintracciare con la messa in evidenza di un ancora inedito ambito di riflessione.
Accreditato dalla Regione Veneto con il riconoscimento di 10 crediti ECM.
